Ho pensato molto prima di scrivere qaualcosa a proposito del terremoto in Abruzzo, e mi sono accorta di essere come anestetizzata di fronte a questa immane cosa.
Più guardo le notizie è meno mi capacito, mi sembra di guardare un film ma di quelli catastrofici.
La gente con la faccia sconvolta che pensa di avere capito cosa è successo, ma che se ne renderà conto solo tra qualche giorno, quando le abitudini saranno un riucordo, quando la parola casa significheà tenda, quando dormire tranquilli sarà quasi impossibile.
Qui al lavoro ci siamo mossi per raccogliere viveri e beni di prima necessità in particolar modo per i più piccoli, che hanno ancora più bisogno. Ma questo non basta di certo e io mi sento impotente ed inutile, non posso fare nulla, non servono altri volontari.
Capisco che l’organizzazione funziona bene ed il caos no, ma non poter fare nulla mi fa quasi vergognare di avere ancora la mia vita, loro cosa hanno fatto per aver diovuto perdere tutto, alcuni la vita stessa?
Nellìinfinito mondo dei perchè questo rimarrà al solito irrisolto e farà male a tanti per tantissimo tempo.