Una delle mattine che da ora in poi ci sveglierà per mesi: temperatura fresca, niente sole, cielo livido anche se non ancora arrabbiato, poca luce alle 6, telegiornale in tv, caffè sul tavolo e nodo in gola. 
Ebbenene si questa mattina la malinconia è ritornata, le mie due lacrimuccie sull’autobus hanno fatto capolino ancora na volta. Quale motivo c’è questa volta?
Ancora non comprendo questo senso di vuoto, in fondo tante cose sono cambiate in questo ultimo anno, non tutto per il meglio, ma nemmeno tutte per il peggio, dovrei sentirmi serena e a volte credo davvero di esserlo, poi all’improvviso la mia vecchia compagna torna a ricordarmi che non va tutto bene, posso anche fingere ma non è così.
Non riesco più nemmeno a rifugiarmi in quello sconfinato mondo che è la fantasia, da quando sto mettendo in parole quello che da sempre mi faceva perdere nei reami della mente non riesco più a sentirlo mio, come se avesse preso vita propria e ora non fosse più un sostegno, ma anzi chiedesse aiuto a me per poter nascere e prendere forma.
Tutto questo è come una rinascita e come sempre si nasce piangendo.
Come la pioggia induce la crescita di nuovi germogli le lacrime indurranno lo sviluppo di nuovi sentimenti lavando via le ancore che mi tengono ancora legate ai ricordi che per mera vigliaccheria mi ostino a non lasciar defluire dalla mia anima. Si deice che una cosa la perdi davvero solo quando non la ricordi più!
Se il destino me lo permetterà quando sarò ormai vecchia e stanca ripenserò a tutto questo con un sorriso rimproverandomi di aver sprecato troppo tempo nel dollore e averne lasciato troppo poco alla gioia.
E’ un’altra mattina in cui ci si deve fare forza ed affrontare la vita così come crudelmente ci appare.
Intanto lscio il compito ai Mago di consolarmi con un filo di speranza:
Cuando un sueño se te muera
o entre en coma una ilusión,
no lo entierres ni lo llores, resucítalo.
Y jamás des por perdida
la partida, cree en ti.
y aunque duelan, las heridas curarán.