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La rosa

Oggi ho ricevuta tra le solite mail spazzatura una richiesta di un social network di tipo professionale, ho pensato fosse strano non ci entro mai li ed aprendo ho letto il mittente, un nome che da anni non sentivo, un mio vecchio compagno di liceo che si faceva vivo.

E’ stato meraviglioso, in un periodo pesante da tanti punti di  vista ecco che arriva un bellissimo regalo, qualcuno si ricorda di te e ti contatta, una rosapiccola infusione di gioia,

Come in quella storia in cui ad una povera  vecchina veniva data una rosa invece del cibo e lei non si faceva vedere a mendicare per giorni, anche io oggi vivrò della mia rosa.

Ho bisogno che mi guardi

Ho bisogno che mi guardi.

Ho bisogno che i tuoi occhi si posino su di me, che il tuo sguardo mi attraversi, perché solo lui mi da vita.

sguardo

Ho bisogno di dare un senso ai gesti della mattina che mi preparano alla giornata, ho bisogno di sapere che tu sarai lì a guardare altrimenti tutto è inutile.

Come se ti appartenessi ti cerco invano e so che mi hai lasciata sul ciglio della strada della vita e non ti volterai per vedere se qualcuno mi ha raccolto, non ci penserai più, non sarà più un problema tuo.

 Eccoti apparso sul mio schermo, non so nemmeno perché non ti ho cancellato dai miei contatti, forse per illudermi di non averti completamente perso, tu non  lo hai fatto perché?  Forse perché nemmeno ti accorgi che io ci sono ancora.

 Un nuovo dolore ogni volta che appari, uno spillino che entra assieme al tuo nome online, una nuova risoluzione a non pensarci più ogni giorno da 528 giorni ormai, e il dolore non  mai diminuito.

 Ho bisogno che mi guardi anche solo da una foto ma per favore guardami.

Il rumore della paura

Ho pensato molto prima di scrivere qaualcosa a proposito del terremoto in Abruzzo, e mi sono accorta di essere come anestetizzata di fronte a questa immane cosa.

Più guardo le notizie è meno mi capacito, mi sembra di guardare un film ma di quelli catastrofici.

La gente con la faccia sconvolta che pensa di avere  capito cosa è successo, ma che se ne renderà conto solo tra qualche giorno, quando le abitudini  saranno un riucordo, quando la parola casa significheà tenda, quando dormire tranquilli sarà quasi impossibile.

Qui al lavoro ci siamo mossi per raccogliere viveri e beni di prima necessità in particolar modo per i più piccoli, che hanno ancora più bisogno.  Ma questo non basta di certo e io mi sento impotente ed inutile, non posso fare nulla, non servono altri volontari.

Capisco che l’organizzazione funziona bene ed il caos no, ma non poter fare nulla mi fa quasi vergognare di avere ancora la mia vita, loro cosa hanno fatto per aver diovuto perdere tutto, alcuni la vita stessa?

Nellìinfinito mondo dei perchè questo rimarrà al solito irrisolto e farà male a tanti per tantissimo tempo. 

La primavera

Il sole splende fin troppo luminoso per i miei occhi abituati all’inverno, tanto che li devo nascondere dietro gli occhiali scuri, il vento è dolce e tiepido e tutt0intorno i germogli lasciano il posto ai nuovi fiori, insomma ci siamo  la stagione più assurda dell’anno è cominciata.

Ho sempre detestato la primavera in quanto è una stagione fatta di illusioni e false promesse.

Il clima sembra caldo, ma quando meno te lo aspetti la temperatura scende ed il cielo si riempie di nuvoloni scuri.

In primavera siamo tutti predisposti ai cambiamenti, sembra che il corpo e la mente siano in attesa di chissà quale evento, che nella maggior parte dei casi non accade.

Sarà per questo che in  molti si innamorano in primavera, forse l’illusione che il sole porti il suo calore anche nelle nostre vite.

Vedremo cosa questa primavera sarà in grado di regalare!

Piange il cielo

Come in tutti i momenti  di vero sconforto ecco che dall’alto lei arriva a lavare via lo sgomento e la delusione,

Questa volta davvero non c’era motivo di puntare a qualcosa se non l’impressione che la luce fosse diversa in certe occasioni.

Poi una parola ed una reazione seccata, imbarazzata ha tagliato il filo della corrente e tutto è diventato buio.

Non capisco. Non esiste un reale modo per uscire dal tunnel, si gira e rigira sulla stessa pista e si commette lo stesso errore anche quando da lontano lo si è visto arrivare e si è cercato di scappare da ciò.

Siamo tutti schiavi delle circostanze, alcuni di noi più sfortunati condannati a cercare per tutta la vita di sfuggire ad una sorte beffarda.

Che bel vestito

Che bel vestito avevo trovato in fondo ad  un negozio che mai avrei pensato di visitare.  Eppure lui era lì, semplice ed accattivante, rosso e leggero.  Difficile è stata la scelta tra vari capi che sembravano accordarsi con me, ma quell’abito non voleva saperne di uscire dalla fantasia, immaginavo già come q quando indossarlo e come mi avrebbe fatta sentire a mio agio in ogni occasione.

Si sa mai fare i conti senza l’oste e così quando ti convinci di una cosa e decidi che vuoi provare a prendertela scopri che c’è un minuscolo cartellino che hai sempre volutamente non letto che conferma ciò che il commesso senza cuore ti dice con leggerezza; “Bello vero, fortunata la signora che lo ha acquistato”.

Che bel vestito avevo trovato.

Tramonto a Milano

 

 

 

E la sera scende ancora fredda sul viso, il cielo pian piano si fa cupo e scuro eppure nell’aria quell’odore che mi  circonda mi ricorda che il peggio sta passando, la primavera già si affaccia  col suo carico di ricordi. Quanto ancora dovrò attendere prima di guardare un tramonto senza la nostalgia, senza il martellare in testa di  quelle parole :”Questa sera il sole calerà alle 22.15 e potrete iniziare ad ammirare le stelle….”   Quel pomeriggio pensavo che quella sera a quell’ora sarei stata con te, qualunque cosa avessimo fatto saremmo stati assieme, e sarebbe stato bellissimo, non è mai stato bellissimo!Ripenso alle sere in cui uscita dal lavoro correvo a casa a prendere la macchina e col sole calante guidavo emozionata fino da te. tramonto-a-milano1Ancora oggi quando la luce cala ed il sole si nasconde dietro ai tetti dei palazzi  mi torni in mente e mi manchi, mi manchi troppo. Penso e ripenso a nuove sensazioni che si affacciamo alla coscienza come nuovi germogli avidi di acqua e sole per poter crescere e quanto vorrei lasciarglielo fare, poi il pensiero di te torna e tutto si fa buio e senza senso.Ti penso ancora ogni giorno un po’ di meno, ogni notte un po’ di più, in questa lotta senza fine contro me stessa non trovo l’arma per abbatterti , qualunque cosa sembra inutile di fronte al fallimento. Anni passati a far finta che non significasse nulla quella fetta di passato così doloroso,  a credere di essere ormai libera da un ricordo che chiude il respiro in una morsa implacabile e poi dal nulla tu riappari a buttare a terra tutto ciò che avevo costruito sulla sabbia dopo di te, e poi te ne vai di nuovo.Dove è stata nascosta l’unica ragione per la quale smetterai di fare male, dove è sepolta quell’arma, dietro gli occhi di chi la troverò?

Aspetto il fulmine che colpisca forte e deciso tanto da spazzare via ogni indugio e farti sembrare solo una piccola foschia nel viale del passato.

Non riesco a capire

Non riesco a capire.mi20manchi

Sarà la poggia malinconica che invade la città e l’anima e lascia solo brevi sprazzi di sole a scaldare un cuore ancora malato, sarà una melodia e poche parole che troppo sono simili alla storia da un anno passata e mai archiviata, sarà tutto questo ma in queste settimane sembra che gli ultimi 12 mesi non siano passati e che tutti gli sforzi fatti per dimenticare non siano serviti a nulla,Non posso ammetterlo con nessuno e tanto meno con te, ma mi manchi, tanto come non pensavo fosse possibile.Mi sono resa conto di pensarti sempre più spesso e di trovarmi sulla soglia del pianto più volte al giorno col terrore che se una sola lacrima uscisse non riuscirei più a frenare il fiume che  a stento ho arginato solo pochi mesi fa.Mi manchi al punto che se ti incontrassi non riuscirei a guardarti per paura che tu svanissi come in un sogno, eppure sei tutto ciò di cui ora avrei bisogno.Dopo un anno di riflessioni su quanto siamo diversi e su come sarebbe impossibile per noi stare assieme mi trovo al punto di partenza a pensare che sei l’unico che riesco ad amare in questo modo così incondizionato nonostante l’immenso dolore che ciò comporta. Mi manchi e non so se smetterai mai di farlo.Lascio alla pioggia il compito di lavare via il dolore che torna ad ondate e spero che il prossimo sole asciughi le lacrime che minacciano di travolgermi ancora nella remota speranza che un giorno riesca a pensare a te con un sorriso intenerito e non con quel senso di vuoto infinito che il tuo ricordo evoca in me.

 

 

 

 

Non ricordo tanto accanimento meteorologico in così poche milagrisettimane. Quest’anno pare che l’acqua in ogni sua forma non ci voglia lasciare, piove e nevica, nevica e piove, e quando le due sorelle si riposano arriva la nebbia. Stamattina mi sono sorpresa a pensare a Milano come ad un set cinematografico, fuori dalla stazione la gente camminava svelta con gli ombrelli aperti o si riparava sotto le pensiline in attesa dei tram. L’orologio in cima al palazzo segnava le 8:20. Ad un tratto mi è sembrato di no vederci bene, come quando alla mattina le luci dei lampioni si spengono per lasciare spazio alla luce naturale del sole. Non era così. Il cielo si e fatto scuro e nella mia mente sono passati milioni di pensieri: 1)eclissi? Impossibile. 2) Catastrofe imminente? Di solito nei film succede così lo scuro indica sempre pericolo imminente! 3) Oddio grandina! No non è stagione….. L’orologio in cima al palazzo segnava le 8:23. Di colpo poco dopo e tornata la luce, la gente camminava svelta con gli ombrelli chiusi e nel cielo qualche timida nuvoletta si faceva strada nel grigio, l’orologio in cima al palazzo segnava le 8:25. Così nel giro di pochi minuti lo scenario di Milano è cambiato radicalmente come la scena di un film.

Amo Milano.   

“Mi piacciono i tuoi quadri grigi le luci gialle, i tuoi cortei oh Milano, sono contento che ci sei”

Biscottini buoni buoni

Per Natale, come mia consuetudine ho portato in  ufficio i miei biscottini buoni buoni, quest’anno oltre ai soliti alla vaniglia ho provato la variante all’arancia ricoperti di cioccolato ed il risultato èp stato favoloso, di seguito la ricetta:

Ricetta biscottini buoni

 Ingredienti: per ½ dose (se vuoi puoi raddoppiare)

 250 g. di farina

125 g. di margarina (o burro)

125 g. di zucchero

½  fialetta di essenza (io ho usato l’arancia)

Sempre 1 pizzico di sale

 Procedimento

 Mescola fino a montare il tutto l’uovo intero con lo zucchero ed il sale, poi pian piano unisci la margarina  morbidissima, meglio se sciolta e raffreddata, e la farina.

Dovrai ottenere una pasta liscia che si stacca dai bordi della ciotola, ma abbastanza morbida da essere messa nella siringa.  

Crea delle formine di pasta con la siringa sopra, usa per coprire la teglia un foglio di carta da forno, inforna a 180° per 10/12 minuti, tieni conto che più sono piccoli meno impiegano a cuocere.

I biscotti devono rimanere belli chiari, non ti preoccupare se sono morbidissimi da caldi.

A questo punto puoi ricoprirli interamente o in parte con del cioccolato fondente fuso ed appoggiarli per farli freddare sempre su un foglio di carta da forno, io li lascio una notte in frigo.

Buon appetito

 

 

 

 

 

 

 

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