Così all’improvviso cala come una falce ad oscurare una giornata di per sè già non buona.
Niente di definito, solo una sensazione indefinita che ti fa stare male senza che tu possa contrastarla, ammesso tu volessi.
Tante piccole tessere ceh prendono il loro posto e non è quello che vuoi anche se è quello che gli hai assegnato tu.
Passerà, tutto passa questo la vita ci insegna, è questione di abitudine, un giorno alla volta come una disintossicazione, fa male, ma non c’è altro modo,non c’è altra strada, troppe curve strette e troppa folla sulla via, devi lasciare il cammoni non importa quanto costi e dirigerti da solo su una via sconosciuta ancora una volta.
Ricomincia il conto, un giorno alla volta……
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Triste quando ti rendi conto che certi atteggiamenti non cambiano, certe abitudini tornano e tutte le parole sono solo parole, dietro niente di profondo abbastanza da stendere un velo sul resto del mondo che tentatore coglie l’attimo di debolezza appena lasci lo spiraglio, niente per cui davvero allora valesse la pensa di far ribaltare la tua vita.
Cosi poco si conta a volte nel cuore delle persone, un cambio di nome e le emozioni tanto invocate sono archiviate per lasciar spazio a qualcosa di sempre presentem, mai davvero messo da parte, sempre in agguato pronto a colpire come una spada di Damocle sul punto di cadere ad ogni tuo cedimento. Cada la spada e colpisca chi si rifiuta di toglierla dal soffitto, ma si diverte a vederla dondolare mminacciosa, io lascio la stanza.
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Non ci posso credere.
Mi organizzo per una sera che so che non posso vederlo in quanto arriva colei che quando è presente spazza tutto, una sera fuori con un’amica, niente di particolare, pensando che tanto non gli tolgo nulla in quanto è occupato.
Invece no lei non viene, viene il fine settimana, occhio forse mica è sicura, e allora mi dice che non c’è problema a vedersi prima del mio impegno, io contenta mi prendo i tempi lunghi per lasciare libere tre ore da passare con lui prima della cena e lui che fa? Mele trasforma nella pausa pranzo.
Bene penso, forse non ha voglia di star fuori la sera, non stava bene, ci può stare …..ho tre ore da far passare in qualche modo,ma fa niente …
E poi alla fine della pausa mi chiede di chiamarla per farsi richiamare e dirle che sta andando da lei!
Non ho parole, ho forse solo una un po’ volgaruccia, io devo sicuramente riflettere su cosa voglio nella vita, ma non sono la sola.
Sono stanca di questa presenza che parla male di me, che ha sempre la precedenza mentre io ho sempre fatto slittare tutto per star dietro ai suoi cambi di programma, sono stanca di fare lo zerbino, ora anche da segretaria, mi sono rotta di essere trattata da accessorio, è ora che le mie priorità cambino sul serio.
Pubblicato in Incazzature | Contrassegnato da tag Marzo 2011 | Lascia un commento »
… e adesso? Cosa succede da oggi in poi?
Abbiamo rimesso le carte nel mazzo, tutto come non avessimo mai giocato? E’ possibile dimenticare in bene o in male tutto quanto? non ora non per me.
Non lo so cosa succederà, ma so che tutto sarà dettato dalla sincera voglia di fare o non fare, niente sensi del dovere o di colpa, niente astio, niente obblighi o aspettative, solo la voglia o meno…..
Serviva spianare alcune cose ….., ma è difficile, tanto difficile.
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Le giornate si allungano sensibilmente dandoci l’impressione di avere piu tempo da vivere, la luce da energia ed il sole aumenta le forze.
Insomma il corpo sta meglio ed e più ricettivo agli stimoli esterni ch eimprovvisamente portano l’animo a cogliere vibrazioni che l’inverno sopisce.
Sarà per questo che in primavera ci si innamora, per l’aria frizzante ed i colori dei fiori? perchè tutto è più romantico intorno, o perchè è il naturale ciclo dell’uomo che come gli animali esce dal letargo e si sveglia alla vita ed all’amore?
NOn si sa, ma la primavera procura brividi a tutti, desideri e sogni spesso realizzati a volte solo sognati.
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Come fai a sentirti sola quando un sacco di gente ti circonda e ti sostiene?
Ti sent i sola perché ti manca quel pezzetto di te che era diventato fondamentale, tanto che non sei mai riuscita a staccarti davvero anche quando potevi e quasi volevi, era troppo insito in te ormai per staccarlo.
Come puoi spiegargli quello che provi se non riesci a spiegarlo nemmeno a te stessa?
Come puoi dirgli che è la persona che ti fa più incazzare al mondo, ma che non smetti di pensare a lui, che il telefono quasi ti prega di chiamarlo e ti devi trattenere perché oggi potrebbe non essere solo….
Come si fa a lasciar andare qualcuno che ami cosi? E come si fa a non avere la forza di lasciare tutto per vivere una storia che vorresti, ma che ti spaventa per le sue complessità?
No n posso spiegare e pretendere che capisca, non posso chiedere che accetti oltre, ma non posso nemmeno smettere di pensarci.
Non so amare forse, non come serve a lui, l’ho deluso, forse ferito sicuramente irritato e la cosa mi uccide dentro, perché non troverò le parole per spiegare.
Cosa devo fare ora? Aspettare? Andare avanti? Non lo so, guardo il telefono, asciugo una lacrima e riprendo a lavorare conscia che non posso piangere in ufficio, che avrò solo quei minuti che mi separano da casa per farlo e poi non sarò sola, almeno apparentemente, ma dentro resta un vuoto incolmabile.
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Dall'imagine tesa vigilo l'istante con imminenza di attesa - e non aspetto nessuno: nell'ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande un polline di suono - e non aspetto nessuno: fra quattro mura stupefatte di spazio più che un deserto non aspetto nessuno: ma deve venire, verrà, se resisto a sbocciare non visto, verrà d'improvviso, quando meno l'avverto: verrà quasi perdono di quanto fa morire, verrà a farmi certo del suo e mio tesoro, verrà come ristoro delle mie e sue pene, verrà, forse già viene il suo bisbiglio.
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Ogni senso ormai anestetizzato.
Prendi una decisione dolorosa, e non riesci ad affrontarla con te stessa, sai che no hai scelta, sai che continuare in questo momento rovinerebbe ancora di più le cose, meglio una pausa, per entrambi, ma fa male.
Fa male all’altro e fa male a te, ti scoccia ammetterlo, ma fa male.
E non puoi raccontare a nessuno, nessuno capisce, ti dicono solo “tieni duro” e tu vorresti ancora una volta mollare gli argini e ributtarti in mare, ma non cambierebbe nulla.
Quante notti insonni e mattine con lo stomaco a pezzi ci saranno? Quanti giorni con la testa che pulsa e la confusione che acceca?
Vorrei correre indietro nel tempo, vorrei non dire cose che ho detto e dire cose che non ho detto, correi cambiare tanto, ma le parole sono macigni che segnano e non lasciano via di scampo, una volta dette se hanno ferito restano, se hanno provocato danni non li riparano.
Vivo in uno stato di semincoscienza dove tutto quello che mi sento chiedere è “ cosa succede? hai una faccia …”, che faccia dovrei avere se no di una che sta male?
Il tempo è come fermo, ma i giorni passano ed io resto a guardare incapace di muoverni.
Ma tutto questo l’ho voluto, lo devo sopportare, per vedere il sole devo spazzare via prima la nebbia della paura.
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… e adesso? Cosa succede da oggi in poi? Abbiamo rimesso le carte nel mazzo, tutto come non avessimo mai giocato? No, impossibile dimenticare in bene o in male tutto quanto, non ora non per me. Non lo so cosa succederà, ma so che tutto sarà dettato dalla sincera voglia di fare o non fare, niente sensi del dovere o di colpa, niente astio, niente obblighi o aspettative, solo la voglia o meno….. Serviva spianare alcune cose ….., ma è difficile, tanto difficile.
Pubblicato in Emozioni | Contrassegnato da tag Dicembre 2010 | 2 Commenti »
Come puoi spiegare, non c’è un modo.
Non puoi spiegare che non riesci più ad affrontare una situazione che hai voluto, in cui hai creduto, che hai messo alla prova e che hai scoperto essere molto diversa da come si prospettava.
Hai dato tempo alle cose di trovare un equilibrio, ma non è cambiato nulla, piccole cose logoranti, discorsi che finiscono nel nulla, discussioni in cui non riesci ad esprimerti, troppo stanca e ormai scoraggiata.
Chiedi tempo e giustamente l’altro non può accettarlo, comprensibile, ma continuare sarebbe si un prendere in giro.
Forse sono sbagliata, sarà colpa mia, sono incoerente, immatura e spaventata, può essere, ma quando tutto il tuo essere ti dice una cosa per una volta lo devi ascoltare.
Troppe volte non l’ho fatto, troppe volte ho seguito altre vie, anche adesso sarebbe facile tornare indietro, ma i problemi si ripresenterebbero e saremmo daccapo, ho bisogno di calmarmi e ritrovare me stessa, cosi non li riesco ad affrontare.
Non posso spiegare questo, non è logico ed è egoistico, ma farei solo più male a continuare ora, per quanto paia impossibile farei solo più male.
Fa malissimo questa situazione, anche a me, divisa su due fronti, ma bloccata emotivamente al punto di non provare più nulla per niente e nessuno, non so cosa sia successo ma il gelo emotivo è enorme, come non fossi più in grado di sentire nulla.
Cosa puoi offrire in queste condizioni, nulla, solo un pezzo di ghiaccio che non riesce a muoversi. Solo un buco nero dentro al quale tu sei scomparsa schiacciata da tutto quello che non sei riuscita a cambiare, di te e della situazione.
Sento solo freddo e paura e non so come uscirne, vorrei solo ritrovare Simona, non so dove l’ho persa o lasciata scivolare ………
Pubblicato in Emozioni | Contrassegnato da tag Ottobre 2010 | 1 Commento »




